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Protesta contro convegno: Legge contro l’Omofobia, reale necessità o ideologia?

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Questa sera, giovedì 7 Novembre, ci incontreremo alle 19.30 nella sede in Via Eraclea 25 a Ravenna, per organizzare la protesta al convegno “Legge contro l’Omofobia, reale necessità o ideologia?” presieduto dall’Avvocato Cerrelli nella sala del seminario in  piazza Duomo, 4.

Il convegno inizierà alle 20.45.

Francesco Mario Agnoli, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Ravenna ha reiterato su giornali la solita menzogna degli anni di carcere per chi si professa contro il matrimonio egualitario (che include i matrimoni tra le persone dello stesso sesso).

Basta MENZOGNE!
La legge contro l’omofobia non punisce chi afferma di essere contrario al matrimonio egualitario, ma chi propaganda l’idea che l’omosessualità sia una malattia, che l’omosessualità sia contronatura o che promuove la cura dell’omosessualità.


Agedo Ravenna, Arcigay Ravenna e un gruppo di cittadine e cittadini della società civile si sono riunite per rispondere all’intervista all’Avvocato Cerrelli, vicepresidente dei Giuristi Cattolici Italiani, in cui evidenza le proprie ragioni contro la legge sull’omofobia:

Avvocato Cerrelli: “(…) questa legge in discussione in Parlamento è liberticida, perché mina la libertà di espressione, prevedendo pene severissime”.

In realtà la legge Mancino esiste da 20 anni e mai nessuno ha parlato di pene severissime e di legge liberticida. Come mai finora nessuno si è mai lamentato? Come mai ora che si parla di omosessualità e transessualità si alzano gli scudi?

Avvocato Cerrelli: “può succedere che se uno dicesse dal barbiere di essere contrario ai matrimoni omosessuali potrebbe essere condannato a 1 anno e 6 mesi”.
Falso: La legge contro l’omofobia, non punisce chi afferma di essere contrario ai matrimoni, ma chi dice che l’omosessualità è una malattia, che l’omosessualità è contronatura o chi promuove la cura dell’omosessualità.

A.C.: “Si comincia col mettere il bavaglio a chi sostiene che l’omosessualità è contro natura. Io dico: in privato ognuno faccia quello che vuole, ma lasciateci la libertà di opinione. Questa, a legge ancora non approvata, è già una violenta azione dei gruppi Lgbtqi. L’inizio di un totalitarismo gender.”
L’insulto, la denigrazione, la violenza psicologica presenti in affermazioni come “l’omosessualità è contronatura” contribuiscono a generare odio, a minare l’autostima e ad offendere la dignità umana. Quella che l’avvocato Cerrelli reclama, non è libertà di opinione, ma libertà d’insulto e di prevaricazione.
Il mondo della sanità (psicologi, psichiatri, medici) è concorde nel ritenere l’omosessualità maschile e femminile una variante normale, non patologica del comportamento sessuale, proprio come l’eterosessualità maschile e femminile; l’omosessualità è “solo” uno dei possibili orientamenti sessuali di una persona.

L’Avvocato Cerrelli afferma che i gruppi di attivisti sono violenti “Perché impediscono di parlare a chi la pensa in maniera differente, o promettono boicottaggi.”
Se l’avvocato Cerrelli si permettesse di parlare pubblicamente di persone nere o ebree nei termini in cui parla di persone omosessuali sarebbe a tutti evidente il carattere offensivo delle sue affermazioni e verrebbe unanimemente censurato (e violerebbe la Legge Mancino).
Violento è chi offende, non chi risponde alle offese, chiedendo di interrompere gli insulti.
Tra le altre cose ci farebbe piacere che l’avvocato smettesse di giocare con gli specchi sulla nostra pelle, invertendo le parti ogni volta.

L’affermazione centrale dell’Avvocato Cerrelli è “L’omosessualità è un disordine e un disagio esistenziale.”
Non c’è alcuna prova scientifica a sostegno di questa affermazione, che sembra direttamente tratta dal seguente paragrafo del catechismo:
“Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione.”

Da dove discende quell’oggettivamente disordinata ? Non si capisce.
In realtà le persone omosessuali che accolgono serenamente la propria identità sessuale, vivono una vita normale e soddisfacente evitando di interiorizzare i pregiudizi contrastandoli attivamente.

Le persone omosessuali che invece hanno interiorizzato affermazioni del tipo “io sono sbagliato”, “io sono anormale”, “io sono malato” vivono un profondo disagio esistenziale che continua ad essere alimentato da insulti, denigrazioni e affermazioni simili a quelle di Cerrelli.

La cosa triste è che si tratta di una classica “profezia che si autoavvera” che si vuole caparbiamente continuare a diffondere, non curandosi della sofferenza che genera e delle vittime che miete.

In un ambiente in cui l’omofobia è efficacemente contrastata, l’omosessualità non produce né disordine né disagio esistenziale. Anche per questo è così necessaria e urgente la legge contro l’omofobia.

A.C.: “Se un omosessuale è oggetto di discriminazione va tutelato e difeso, come qualsiasi altra persona (…) Ormai i discriminati sono gli eterosessuali. Per essere à la page bisogna essere gay o almeno bisex, perché fa trendy.”
Fa proprio trendy essere picchiati, offesi e derisi quotidianamente, anche all’interno della propria famiglia. In che modo relegare le persone omosessuali allo stato di malati li difende e non li discrimina?

A.C.: (…) I suicidi di ragazzi omosessuali o presunti tali sono stati tre, e si è montato un caso ogni volta, strumentalizzandoli per una battaglia ideologica.(…)
Le persone come Cerrelli hanno forse passato troppo tempo a tentare di giustificare i propri pregiudizi piuttosto che ascoltare le parole stesse di chi, spesso minorenne, di quegli stessi pregiudizi è stato vittima con conseguenze anche tragiche.

A.C. (a proposito dei matrimoni tra persone dello stesso sesso): “Non è la dittatura del desiderio che fa il diritto. Il diritto si basa su dato naturale e ragione. E non posso dire che l’accoppiamento di due persone dello stesso sesso è naturale, perché due uomini o due donne non sono conformi per quell’atto.”
Ricordiamo all’Avvocato Cerrelli che nella sentenza del 2010 la Corte Costituzionale ha rivolto ai legislatori l’invito a regolamentare le unioni omosessuali con una legge.
I giudici costituzionali hanno ritenuto che nell’articolo 2 della Costituzione Italiana (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità) rientri anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.
Se l’avvocato Cerrelli crede di saperne di più della Corte Costituzionale, si dia da fare per essere eletto giudice della Consulta e poi saremo lieti di ascoltare il suo parere di costituzionalista.

Avvocato, a Ravenna l’Arcigay l’accoglierà con magliette e striscioni non certo benevoli…
“Lo comprendo, è un’alzata di scudi perché non si vuole che si dica che il progetto è cambiare la struttura della società, per andare verso la dittatura del gender, della sessualità liquida; ammettendo tutto. Potremmo – ed è già successo – assistere a persone che pretendono diritti per la loro inclinazione pedofila o necrofila. Gli omosessuali vogliono questo?”

Le persone omosessuali, i loro genitori, i loro amici e la società civile che rispetta i diritti umani
vogliono solo ottenere uguali diritti a quelli delle persone eterosessuali.
E’ semplicemente deplorevole vedere il Vicepresidente dei Giuristi Cattolici abbassarsi a trucchi dialettici di infima lega, come associare pedofilia e necrofilia che sono crimini, all’omosessualità che è un’orientamento sessuale legittimo, naturale e consensuale quanto l’eterosessualità, nel subdolo tentativo di generare paure irrazionali da giorno del giudizio.
Non vogliamo alcuna dittatura.
Vogliamo solo vivere in una società che riconosca a tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri.
E tra questi diritti c’è il diritto all’Uguaglianza, al Rispetto, alla Dignità, alla Visibilità, all’Amore, alla Libertà. Attenzione, non Libertà di insultare o di prevaricare, ma Libertà di poter essere pienamente sè stessi.
Se ne faccia una ragione!

Agedo Ravenna, Arcigay Ravenna e cittadine e cittadini della società civile

Posted on
Thursday, November 7th, 2013
Filed under:
Comunicati Stampa.
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