Glossario!!!


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Queste definizioni descrivono concetti culturali in cambiamento, quindi rappresentano una guida di comunicazione valida nel qui ed ora.

 

Accettazione: attitudine personale a riconoscere e ad accogliere secondo una maggiore o minore consapevolezza una componente dell’identità propria (auto-accettazione) o di un’altra persona, attraverso un percorso di introiezione positiva di modelli affermativi.

 

Accoglienza: riconoscimento ed empatizzazione di ogni differente identità con la quale veniamo in contatto. In un’ottica di servizio sociale verso l’altro prevede l’inclusione e la valorizzazione nell’inserimento nella comunità/associazione di ogni specifica diversità con cui ci si relaziona.

 

Amorosità o affettività: complesso dei fenomeni affettivi, ovvero dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni relativi alle relazioni affettive e sessuali con le altre persone.

 

Androginìa o ginandrìa: insieme di caratteristiche, relative ai caratteri somatici di una persona le cui modalità di apparenza e di auto-espressione sono un misto di tratti e comportamenti femminili e maschili.

 

Asessualità: caratteristica propria di una persona asessuale, cioè di chi non prova attrazione erotica e sessuale né per un sesso/genere né per l’altro; può essere considerata un orientamento sessuale oppure come l’assenza di qualsiasi orientamento.

 

Bifobia: complesso di reazioni di ansia, avversione, rabbia e paura nei confronti della bisessualità, costruite – sia dalle persone eterosessuali, che dalle persone omosessuali – a partire da stereotipi e pregiudizi, che determinano la messa in atto di comportamenti discriminatori verso le persone bisessuali sotto diverse forme.

 

Bisessualità: orientamento sessuale proprio della persona bisessuale, cioè chi si sente psichicamente, affettivamente ed eroticamente attratto da persone di entrambi i sessi e i generi.

 

Cisgenere: condizione propria di una persona che percepisce una corrispondenza fra il proprio ruolo di genere, la propria identità di genere (sesso psicologico) e il proprio sesso biologico.

 

Cisessualità: condizione propria della persona cisessuale, persona che percepisce una corrispondenza fra la propria identità di genere (sesso psicologico) e il proprio sesso biologico.

 

Coming out: dall’inglese to come out of the closet (letteralmente uscire dall’armadio), indica il processo volontario di accettazione e visibilità (comunicazione) da parte di una persona di una propria componente non visibile dell’identità.

 

Comportamenti (o pratiche): insieme delle pratiche (azioni) che una persona mette in atto in relazione alle altre persone, nella vita sessuale, erotica, affettiva e amorosa; è una delle componenti dell’identità sessuale ed amorosa.

 

Comunità LGBTQIE*: insieme delle persone che riconoscono un’appartenenza comune basata sul riconoscimento, l’accettazione, l’accoglienza e la valorizzazione di ogni specifica differenza in termini di identità sessuale ed amorosa.

 

Consapevolezza: capacità personale che individua l’insieme di strutture psicologiche che permettono di riconoscere, accettare ed eventualmente condividere le emozioni che si provano, in un’ottica di apertura a se stessi e agli altri che ci permetta di rendere risorsa ogni potenziale diversità emotiva. Riferita all’identità LGBTQIE*, misura il proprio posizionamento nel percorso di accettazione e valorizzazione di tutte le diversità sessuali ed amorose.

 

Corpo: intera struttura fisica dell’organismo umano; influisce sugli aspetti sociali e relazionali anche nella sfera erotico-affettiva, attraverso la percezione dell’aspetto, della conformazione e i continui messaggi consci o inconsci che il corpo emette e riceve (linguaggio del corpo); è una delle componenti dell’identità sessuale ed amorosa.

 

Diversità (o differenze): indica un parziale o totale contrasto tra elementi identitari di due o più persone. Il riconoscimento, l’accettazione, l’accoglienza e la valorizzazione di tutte le diversità presenti in un gruppo è presupposto necessario all’interdipendenza, base relazionale per fare nascere l’integrazione di gruppo. L’appartenenza alla comunità LGBTQIE* è basata sul riconoscimento, l’accettazione, l’accoglienza e la valorizzazione di ogni specifica differenza in termini di identità sessuale ed amorosa.

 

Drag Queen e Drag King: persone che si travestono da personaggi che accentuano alcuni elementi identitari (abiti, trucco, caratteri sessuali secondari) del genere opposto al proprio sesso biologico. Le Drag Queens sono dunque uomini che si travestono da donna, mentre i Drag Kings sono donne che si travestono da uomo.

 

Effeminato: proprio di comportamento e/o persona caratterizzati da aspetti considerati tradizionalmente del ruolo di genere della donna. Viene comunemente utilizzato come sostantivo per indicare un uomo che evidenzia atteggiamenti corporei (postura, gestualità, tono della voce, etc.) e/o comportamenti sociali (abbigliamento, cura del corpo, hobbies, scelte professionali, modalità relazionali, etc.) considerati propri della femminilità nell’immaginario collettivo. Spesso è diffuso il pregiudizio che l’essere effeminati sminuisca il valore di un uomo in quanto tale, a partire da un’idea maschilista di superiorità dell’uomo sulla donna.

 

Emozioni: consentono di classificare e valutare le esperienze, quindi anche le esperienze sessuali ed amorose. Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psico-fisiologiche dovute a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.Per questo risiedono nel corpo, ma possono essere interpretate anche come qualcosa di altro, trascendente il corpo. Sono una delle componenti dell’identità sessuale ed amorosa.

 

Empatia: è una risorsa personale che integra l’ascolto e l’immedesimazione nell’altro (ricevere) e la generosità del raccontare di sé e del mettersi in gioco (dare). Facilita la conoscenza tra le persone. È motore della generazione di fiducia reciproca in un gruppo.

 

Ermafroditismo: condizione propria dell’ermafrodita, persona intersessuale che possiede attributi sessuali primari (organi genitali, seno) e secondari (peli, tono di voce, etc.) di entrambi i sessi biologici.

 

Erotismo: complesso delle pulsioni, degli istinti, delle fantasie e delle azioni di una persona a livello della propria sessualità.

 

Eteronormatività: sistema culturale, sociale e ideologico eterosessista, che nega e denigra forme identitarie, pratiche sessuali e relazioni affettive non eterosessuali, secondo una logica che vede strettamente connessi tra loro in maniera determinata sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere, orientamento e comportamenti.
Secondo la costruzione eterosessista, per esempio, un maschio biologico dovrebbe sentirsi uomo, agire secondo un ruolo culturale di uomo, essere attratto solo da donne e assumere solo un ruolo attivo, insertivo/penetrativo e dominante. Viceversa una femmina biologica dovrebbe sentirsi donna, agire secondo un ruolo culturale di donna, essere attratta solo da uomini e assumere solo un ruolo passivo, ricettivo/penetrativo e dominato.

 

Eterosessualità: l’orientamento sessuale proprio della persona eterosessuale, cioè chi si sente psichicamente, affettivamente ed eroticamente attratto da persone dell’altro sesso/genere.

 

Femminile: aggettivo, proprio dell’identità e del ruolo di genere femminile, ovvero ciò che caratterizza le donne in termini di comportamenti, abbigliamento, atteggiamenti ed identità.

 

FtM: (Femminile Transizionato Maschile), sigla per indicare il processo di trasformazione della persona transessuale che da femmina diventa maschio.

 

Gay: sinonimo di uomo omosessuale, definisce un uomo che si sente psichicamente, affettivamente ed eroticamente attratto da altri uomini.

 

Genderbender: dall’Inglese “piegatore di generi”, persona che, attraverso suoi comportamenti, rifiuta – talvolta anche inconsapevolmente – il ruolo di genere attribuito culturalmente.

 

Genderqueer: persona che non si riconosce nel binarismo sociale uomo/donna. A volte si identifica in parte con entrambi i generi, a volte con nessuno, a volte con un terzo genere, a volte con un mix dei due generi.

 

Identità: l’insieme delle caratteristiche di una persona che la rendono specifica in ogni spazio e in ogni tempo, ovvero ciò che è in quanto differente da ogni altra persona. Ogni identità è in continuo cambiamento.

 

Identità di genere o sesso psicologico: una delle componenti dell’identità sessuale ed amorosa; identificazione primaria della persona all’interno del binarismo uomo/donna, ovvero il sesso/genere che si sente corrispondere a se stess*.

 

Identità sessuale, erotica, affettiva e amorosa: è una delle numerose componenti dell’identità della persona. Viene composta da sette componenti, indipendenti tra loro, ma con una reciproca influenza: corpo, sesso biologico, identità di genere o sesso psicologico, ruolo di genere, orientamento, comportamenti, emozioni.

 

Insertivo: aggettivo riferito a chi durante un rapporto sessuale penetrativo ricopre il ruolo del penetrare, a prescindere da chi fra i/le due partner conduce l’azione sessuale.

 

Intergenderismo: condizione propria di una persona intergender (dall’inglese) o intergenere, che si identifica in un posizionamento intermedio nel binarismo maschile/femminile e uomo/donna, in termini di identità di genere e ruolo di genere.

 

Intersessualità: condizione propria della persona intersessuale, cioè chi presenta biologicamente caratteri appartenenti ad entrambi i sessi, a livello cromosomico e/o genitale e/o ormonale. In altre parole una persona intersessuale presenta una bioanatomìa non conforme con gli standard di maschio o femmina.

 

Lesbica: sinonimo di donna omosessuale, definisce una donna che si sente psichicamente, affettivamente ed eroticamente attratta da altre donne.

 

Maschile: aggettivo, proprio dell’identità e del ruolo di genere maschile, ovvero ciò che caratterizza gli uomini in termini di comportamenti, abbigliamento, atteggiamenti ed identità.

 

Maschilismo: atteggiamento ideologico e comportamentale di chi, a partire dal pregiudizio di una presunta superiorità dell’uomo sulla donna sia nel pubblico che nel privato, promuove di fatto modalità discriminatorie nei confronti delle donne. In un’accezione legata all’ostentazione di una superiorità corporea del maschio, si può definire come “machismo”.

 

Mascolina: proprio di comportamento e/o persona caratterizzati da aspetti considerati tradizionalmente dell’uomo. Viene comunemente utilizzato per indicare una donna che evidenzia atteggiamenti corporei (postura, gestualità, tono della voce, etc.) e/o comportamenti sociali (abbigliamento, cura del corpo, hobbies, scelte professionali, modalità relazionali, etc.) considerati propri della mascolinità nell’immaginario collettivo.

 

MtF: (Maschile Transizionato Femminile), sigla per indicare il processo di trasformazione della persona transessuale che da maschio diventa femmina.

 

Omofobia: complesso di reazioni di ansia, avversione, rabbia e paura nei confronti dell’omosessualità, costruite a partire da stereotipi e pregiudizi, che determinano la messa in atto di comportamenti discriminatori verso le persone omosessuali sotto diverse forme: da una generale chiusura a forme più aggressive e violente, verbali e/o fisiche. Se riferita all’omosessualità femminile, si può definire anche come lesbofobia.

 

Omofobia interiorizzata: insieme di significati negativi riguardo all’omosessualità e alle persone omosessuali costruito nel tempo e non rielaborato dalle stesse persone omosessuali. In genere non è conscia e determina l’attuazione di atteggiamenti di chiusura, pregiudizi e comportamenti discriminatori da parte delle stesse persone omosessuali, sia verso se stesse che verso altre persone.

 

Omogenitorialità: legame – di diritto e/o di fatto – tra uno o più figli e una coppia di persone omosessuali.

 

Omosessualità: l’orientamento sessuale proprio della persona omosessuale, cioè chi si sente psichicamente, affettivamente ed eroticamente attratto da persone dello stesso sesso/genere. Il termine si riferisce indifferentemente a uomini e donne.

 

Orientamento sessuale ed amoroso: una delle componenti dell’identità sessuale ed amorosa; Definisce la direzione dell’attrazione psichica, affettiva, erotica di una persona. In altre parole definisce l’oggetto del desiderio, cosa piace. L’attrazione può essere rivolta allo stesso sesso/genere (omosessualità), al sesso/genere opposto (eterosessualità), ad entrambi (bisessualità), a nessuno (asessualità), alle persone aldilà del sesso/genere a cui appartengono (pansessualità).

 

Outing: dall’inglese, rivelazione non volontaria di un aspetto non visibile dell’identità di una persona da parte di altri.

 

Pansessualità: l’orientamento sessuale proprio della persona pansessuale, cioè chi prova attrazione psichica, affettiva ed erotica per qualsiasi altra persona, a prescindere dal suo sesso/genere. Pertanto le persone pansessuali possono sentirsi attratte sia da uomini, che da donne, che da persone che non rientrano nel binarismo maschile/femminile (transgender, intersessuali, genderqueer).

 

Poliamorosità: identità e comportamento relativi al costruire simultaneamente più di una relazione erotica e sentimentale, con la piena consapevolezza e comunicazione di tutte le persone coinvolte.

 

Pregiudizio: dal latino prae (prima) iudicium (giudizio), preconcetto, giudizio formulato a priori dall’esperienza diretta, percezione generalizzata, semplificata e distorta di un aspetto della realtà, che si mette in atto per la paura del cambiamento, al fine di mantenere intatto il proprio sistema di valori. I pregiudizi possono generare comportamenti discriminanti.

 

Queer: letteralmente dall’Inglese, raro, originale. Teoria che afferma che orientamento sessuale e identità di genere delle persone sono il risultato di una costruzione sociale. Per questo l’etichetta queer si pone come una non-definizione positiva, che cerca di includere tutte le persone che non vogliono bloccarsi in rigide definizioni riguardo l’identità sessuale ed amorosa e che mira a decostruire qualsiasi categoria riguardo orientamento e genere. La necessità di definirsi Queer nasce da un bisogno di attivismo sociale. Limitatamente all’identità di genere si definisce genderqueer una persona che vuole definirsi aldilà del binarismo maschile/femminile.

 

Ricettivo: aggettivo riferito a chi durante il rapporto sessuale penetrativo ricopre il ruolo dell’essere penetrato/a, a prescindere da chi fra i/le due partner conduce l’azione sessuale.

 

Ruolo di genere: una delle componenti dell’identità sessuale e amorosa; insieme delle aspettative culturalmente attribuite ai comportamenti e ai ruoli propri del genere maschile e femminile, ovvero tradizionalmente appropriati per l’uomo e per la donna nell’immaginario collettivo (atteggiamenti, stili di vita, professioni, emozioni, abbigliamento…). Varia nel tempo e nello spazio, a seconda del contesto culturale.

 

Sesso biologico: una delle componenti dell’identità sessuale e amorosa; è contenuto nel nostro corpo. È l’appartenenza biologica al sesso maschile o femminile; è determinata dai nostri cromosomi sessuali, dai nostri organi genitali, dai nostri caratteri sessuali secondari, dai nostri ormoni.

 

Sessualità: insieme dei caratteri e dei fenomeni di natura sessuale o legati al sesso e alle relazioni che coinvolgono l’identità sessuale ed amorosa.

 

Stereotipo: dal greco stereos (rigido) e tupos (impronta), modello ricorrente e convenzionale di comportamento o discorso; opinione precostituita, acquisita non sulla base di esperienza diretta. Generalmente permette di dotarsi di una guida di conoscenza e comportamento in mancanza di esperienza diretta, secondo una modalità di economizzazione del pensiero. Quando si cristallizza, favorisce il sorgere e il permanere di pregiudizi.

 

Transessualità: condizione propria della persona transessuale, persona che percepisce una incongruenza fra la fra la propria identità di genere (sesso psicologico) e il proprio sesso biologico. Può portare a desiderare una trasformazione del proprio corpo da uomo a donna (MtF) o da donna a uomo (FtM). Alcune persone transessuali terminano il percorso di transizione con la riattribuzione chirurgica del sesso, altre invece no, acquisendo solo alcune caratteristiche fisiche e identitarie dell’altro sesso, attraverso cure di ormoni e cambiamenti nell’aspetto fisico. Il cambio di nome anagrafico è possibile secondo la legislazione italiana solo per le persone che hanno effettuato l’intervento di riattribuzione chirurgica del sesso. La capacità di una persona transessuale di apparire come appartenente al genere elettivo e non al sesso biologico si chiama “passing”.

 

Transfobia: complesso di reazioni di ansia, avversione, rabbia e paura nei confronti della transessualità e del transgenderismo, costruite a partire da stereotipi e pregiudizi eterosessisti, che determinano la messa in atto di comportamenti discriminatori verso le persone trans* sotto diverse forme: da una generale chiusura a forme più aggressive e violente, verbali e/o fisiche.

 

Transgenderismo: la condizione propria della persona transgender (dall’inglese), persona le cui identità e ruolo di genere sono in movimento tra il genere femminile e maschile o viceversa, senza un necessario approdo al genere di arrivo; in Italiano è una definizione più inclusiva di transessualità, che risulta dunque esserne un sottoinsieme, in quanto anche le persone transessuali, in transito dal sesso biologico di appartenenza al sesso opposto, stanno transitando da un genere all’altro.

 

Transizione: proprio della persona transessuale, è il percorso di adattamento del proprio corpo all’identità di genere sentita, può coinvolgere il livello psicologico, ormonale e corporeo.

 

Travestito/a: persona che utilizza alcuni elementi identitari del genere opposto al proprio sesso biologico, trasformando la propria immagine esterna per motivi differenti: per esempio per prostituzione, per spettacolo, per comportamenti sessuali ricorrenti. In campo psico-sanitario il termine definisce soltanto una persona di sesso biologico maschile che si traveste da donna, pur non mettendo in discussione la propria identità di genere, ai fini di un eccitamento sessuale.

 

Visibilità: percorso di svelamento e comunicazione esterna alle altre persone di una componente non visibile nei tratti corporei della propria identità. Per le persone omosessuali è il grado di conoscenza esterna del proprio orientamento sessuale da parte delle altre persone.

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